Tibet libero!

Tibet Libero
Sono questi giorni nei quali la follia sembra contagiare anche persone che si vorrebbero razionali e posate. Basta sfogliare le pagine di un quotidiano, magari di taglio economico, per accorgersi che stanno diventando "tutti pazzi per la Cina". Gli industriali, gli uomini d'affari, i politici non pensano altro che a far la corte al colosso asiatico: è un susseguirsi di missioni diplomatiche ed economiche per attirarsi i favori dei signori del nuovo Eldorado, della terra del latte e del miele per l'economia ed il capitalismo. Nessuno pare accorgersi del veleno celato nel frutto che stiamo lentamente assaporando.

Una nota teoria assicura che la libertà di impresa (ma forse dovremmo dire il liberticidio) a cui si è aperto il regime di Pechino trasmetterà al popolo cinese, oltre al gusto per il consumo ed il lusso, anche un seme di democrazia e libertà che presto o tardi germoglierà. Non vorrei invece avvenisse il contrario, che cioè tramite il canale dell'economia senza limiti né regole fluisse dal grande paese orientale anche un modo di pensare che non considera diritti umani e libertà civili come qualcosa di irrinunciabile, bensì come un intralcio al libero sviluppo dell'Economia e della Tecnica.
Gli effetti di questo vento da oriente si sono già visti quando la comunità internazionale, anche per non contrariare Pechino, tra i maggiori consumatori del petrolio sudanese, ha voltato gli occhi di fronte alla tragedia del Darfur. La cosa si ripete ora, con l'oblio che i governi occidentali stendono sulla sofferenza del popolo tibetano. D'altra parte gli abitanti di queste due lande desolate quali offerte possono deporre all'altare della nuova divinità, il PIL mondiale? Il semplice pensare una dignitosa protesta, il boicottaggio dei giochi olimpici, è una bestemmia verso questo Dio esigente e minaccioso.
Vi è un'altra teoria, sicuramente meno nota, cara a pensatori come Emanuele Severino ed Umberto Galimberti, secondo la quale viviamo nel tempo del Predominio della Tecnica. La Tecnica da mezzo si sta trasformando in fine, assoggettando alla propria Volontà di Potenza tutto l'agire umano. Sempre secondo questa linea di pensiero, il crollo del regime sovietico è stato generato in primo luogo dal collasso del suo Potere Tecnico, completamente sbaragliato da quello degli Stati Uniti. Se ciò fosse vero, cosa dovremmo aspettarci da questa irrefrenabile crescita della Tecnica cinese?
E' per questo che dobbiamo capire che la posta in gioco in Tibet va oltre la libertà dei tibetani, ma potrebbe riguardare anche il nostro futuro. Anche il suo, sciur Brambilla, che va così orgoglioso della sua nuova fabbrichetta a Shangai.

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