Italian Agile Days 2017

Tavola rotonda comunità agili All'interno della bellissima manifestazione Italian Agile Days 2017 ho avuto il piacere di essere chiamato a rappresentare il TDD Meetup di Milano nel corso della tavola rotonda delle comunità agili italiane. Dopo alcune domande introduttive sulle modalità operative e sulla storia delle varie comunità, Fabio Ghislandi, che fungeva da moderatore, ha formulato un quesito molto interessante. Nel mondo dell'Agile da tempo si stanno affacciando tanti attori, più o meno validi: come fare a distinguere il fumo dall'arrosto? A mio avviso la risposta è in questi punti.

Puntare all'eccellenza tecnica

Come TDD Meetup Milano, grazie soprattutto al grande lavoro del nostro coordinatore Andrea Francia, cerchiamo di incrementare le nostre capacità tecniche. Il nostro gruppo punta all'eccellenza e il fatto di proporre, dopo una giornata di lavoro, incontri impegnativi, con esercizi sul codice seleziona persone con voglia di migliorare. Se per valutare i diversi consulenti si utilizzasse questo criterio, forse molti venditori di fumo sarebbero tagliati fuori.

No alle certificazioni agili

Togliamo i soldi dal tavolo! Il commercio delle certificazioni agili è un fenomeno assai poco costruttivo: che valore può avere (se non per l'organizzazione) un certificato ottenuto con un paio di giorni di corso? Il corso può essere di grande utilità, la certificazione, a rinnovo periodico previo bonifico bancario, no!

Definition of failure

Uno dei concetti più importanti di Scrum è la "definition of done". Per giudicare l'attività di un consulente Agile sarebbe meglio per me introdurre la "definition of failure": quando possiamo sancire ufficialmente il fallimento di una attività di "agilizzazione"? Rendere "falsificabile" (secondo la definizione di Karl Popper) l'operato di un consulente agile contribuirebbe non poco a separare il grano dalla pula!
Insomma perché, come suggerito da Charlie Poole, non estendiamo i test a tutte le fasi del processo?

Il criterio del nonno

So che questo è un metro assolutamente personale, ma ho inconminciato ad elaborare un "criterio del nonno". Mio nonno, in Sicilia, coltivava viti ed ulivi ed era una persona estremamente concreta. Mi è capitato a volte, frequentando conferenze agili, di partecipare a sessioni francamente imbarazzanti da "abbracciatori di alberi". In quelle occasioni temo che mio nonno se ne sarebbe uscito con un clamoroso: "Ma quante minchiate!". Ecco, questa mia voce interiore è divenuta per me il miglior criterio di selezione della fuffa!