L’uomo nell’età della tecnica

Boccioni - Forme unicheQuesto era l'oggetto della riflessione che il professor Umberto Galimberti ha tenuto a Lecco ieri sera. Il ragionamento si è dipanato partendo da questa domanda "E' più forte la tecnica o la natura?" La domanda nasce nel mondo greco, con il mito di Prometeo, ed è una domanda che non poteva germogliare all'interno del pensiero giudaico-cristiano, in quanto in esso la tecnica è inscritta nel progetto divino: nella Bibbia leggiamo "Tu soggiogherai la terra" (con la tecnica).
La tecnica dell'uomo greco è comunque poca cosa rispetto alla nostra, e quindi per lui la tecnica non può che essere più debole della natura. Ma nell'epoca corrente?
Già dal 1600 il rapporto tra tecnica e natura si ribalta, ed è Kant in seguito a sancire teoricamente questo evento con la sua "rivoluzione copernicana": non è più la natura a regolare con le sue le leggi la tecnica, ma è l'uomo che vede della natura solo ciò che passa attraverso il filtro della tecnica.
Hegel nella sua "Logica" fa poi due importanti osservazioni. Da un lato annota, con maggior lungimiranza rispetto al padre dell'economia politica Adam Smith, che nelle epoche a venire non sarà più il possesso dei beni la chiave del potere, bensì il "saper fare" tecnico, quello che in ogni articolo economico si chiamerebbe ora "know-how".
Dall'altro afferma che l'aumento quantitativo di un ente ne determina una modifica qualitativa. Che significa? Un allievo di Hegel, Marx, ci spiega una conseguenza di questo assunto, quando afferma che il denaro, da strumento economico è divenuto, aumentando di "volume", il fine stesso dell'economia. Gli strumenti, cioè, quando crescono di "volume", aumentano anche la loro importanza, trasformandosi in fini. Ciò si sta verificando anche con la tecnica.
La prima vittima della crescita smisurata della tecnica è la politica. Essa non è più il luogo della decisione, ma le sue decisioni sono sottoposte ad altro, e cioè all'economia. Come negarlo quando vediamo i politici implorare un taglio dei tassi alle banche centrali, oppure quando le manovre economiche degli stati sono guidate dai giudizi delle agenzie di rating, o quando il PIL si trasforma una divinità?
L'economia, d'altra parte, nel suo desiderio di crescita infinita, è ora sempre più soggetta alla tecnica che quindi, a breve, prenderà il sopravvento su di essa.

Dopo aver ascoltato queste considerazioni come potrò ora accingermi a scrivere un blog tecnico? Sarò io ad utlizzare lui, oppure ne diverrò uno strumento?

;-)

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